Bella domanda! Dopo 10 anni passati all’estero ho quasi comminciato a credere che siamo davvero un po’ fuoricampo. Siamo rumorosi, facciamo le battute azzardate, non esitiamo a esprimere il nostro malcontento (e lo facciamo con gusto, to!) e diciamolo, siamo un pelino imprevedibili.
Detto questo, intuisco che per un italiano medio il termine ‘Maleducato’ (con ‘M’ maiuscola, attenzione!) riguarda tre caratteristiche russe:
1) i Russi sono bruschi e diretti
2) i Russi dicono quello che pensano
3) il senso di umorismo russo assomiglia a una grossissima presa in giro (di quel povero italiano medio)
Di seguito cercherò di spiegarvi perché è così e come si fa a viverci pacificamente.
1) Due italiani che parlano tra di loro sono come una sonata di Mozart – bella pulita, melodica, con gli accordi impeccabili e suoni arrotondati, senza troppo dramma e tensioni volgari. Avete presente?
Quando alla convesazione giunge un russo è come se un gatto ciccione saltasse sulla tastiera del pianoforte mentre suonate. Fa un ‘trrrrrrac!’ e tutto contento vi guarda per dire ‘Cosa ne pensi, caro? Hai visto che sono un grande di musica?!’ Ecco, a volte parlare con tanti russi (più di uno) è come cercare di suonare un pianoforte con i gatti sdraiati sulla tastiera, cioè: richiede tanto sforzo, è frustrante e poco producente.
Perché facciamo così? Noi russi pensiamo velocemente. Nella nostra cultura è una virtù assoluta inconsapevolmente incoraggiata da tutto e tutti. Pensa velocemente e dì la tua! (non importa se non hai ancora formulato tutto alla perfezione). Così, gli altri capiranno che sei un bravo ragazzo (o ragazza) e che non sei un ‘macaco senza storia’, un carciofo piatto. Peccato che a un italiano medio in questa nostra prontezza sembriamo di essere il gatto della situazione.
Come potete vivere con questa qualità pacificamente? Molto semplice. Vale la pena di arrabiarvi con un gatto? Lui, di Mozart non ne sa niente e di cos’è una sonata nemmeno. Gioca su un altro campo. Voleva solo partecipare ) Apprezzate il gesto, la buona volontà di chiacchierare e sorvolate sopra le ‘nuance’.
2) I russi tendono a dire quello che pensano.
Come una praticante di yoga vi posso dire che anche nel buddismo questa qualità è considerata un preggio, si chiama satya. È una altra virtù molto importante, perché per i russi dimostra l’integrità della persona, integrità nel senso di essere completi, nel senso che i tuoi ‘pensare’ e ‘fare’ sono sulla stessa onda, sei sincero con gli altri e non nascondi nessun coltello dietro la schiena.
In russo la persona che pensa una cosa e fa un’altra è paragonata a una scatola con doppio fondo (una cosa brutta, perché tu pensi che è tutto lì, invece la parte più importante è nascosta). E quindi si dice che non si può fidarsi di una persona di quel genere…
È vero anche che il concetto buddista sottolinea l’importanza di non ferire un persona con le parole di verità. Per i russi è di tutto accettabile. Ho sentito tante volte nella mia vita le parole: Chi te lo dirà se non io? E infatti, chi altro? Solo una cinquantina di altri amici-parenti-buone persone.
Come potete ben immaginare, come conseguenza ci troviamo spesso su un terreno conflittuale. Siamo abbituati ai conflitti, a sentire e dire le cose sgradevoli.
Come potete vivere con questa qualità pacificamente? Un aspetto positivo è che, quello che dite ai russi, loro prendono per la verità, per ‘così com’è’ , e vice versa quando vi promettono una cosa o vi danno la parola, lo intendono davvero. Un altro bonus è che anche voi potete essere più diretti dello standard italiano ) Dite quello che avete sulla lingua e amen )
3) il senso di umorismo
È importantissimo! Prendere in giro tutto e tutti è uno sport nazionale, un modo di sopravvivere dignitosamente in un ambito austero-severo. Perplessi dagli scherzetti fuori posto di vostri amici russi? È normale, il fatto di scherzare per i russi è più importante di essere adeguati, essere dentro i limiti della situazione.
Come potete vivere con questa qualità pacificamente? Bah, non so se questa cosa può darvi consolazione, ma se siete presi in giro dai russi vuol dire che siete considerati amici. Con le persone sconosciute (nell’ambito del lavoro, ad esempio) non si scherza e si mantiene l’aria molto riservata. Vale la stessa regola di prima - siate scherzzati e scherzzate gli altri altretanto ))
Voilà! Spero di esservi stata utile!
Vi è sempre piaciuto il russo ma non vi siete mai azzardati a studiare la lingua degli zar? Allora THE TIME IS NOW - impariamolo una volta per sempre, per scoprire che a parte la babushka esiste anche il dedushka, che bortsch è un piatto tipico ucraino e che la melodia più natalizia del mondo (che appare perfino nella puntata natalizia dei Simpsons) è "Lo schiaccianoci" di P.I. Tchajkovskij!
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venerdì 15 novembre 2013
domenica 20 maggio 2012
Russo turisto
Se vi capita un mio connazionale che sorridendo con tutti i 32 denti vi dice: Russo turisto - oblico morale!, non c'è da alarmarsi. È solo una frase dal film russo degli anni 70, che dice il protagonista, appena arrivato in Italia, per sentirsi unito al e compreso dal Belpaese. I russi non sanno che questa frase non ha tanto senso, la dicono sinceramente sperando che adesso sì che siete sulla stessa lunghezza d'onda.
Facendo il giro turistico con i miei genitori a Venezia, ho notato alcuni punti che forse vi saranno utili per abbracciare lo spirito russo.
Allora i turisti russi:
- Vogliono fotografarsi con tutte le macchine più o meno costose (non mi ricordo più perché ma anche a me sembrava un'ottima cosa da fare), probabilmente per dimostrare in che bel posto sono stati.
- Conservano il conto del ristorante come un caro ricordo del paese visitato.
- La secondo volta che proporrete a loro un insalata verde, vi chiederanno: Ma ti sembro una capra per mangiare tutta sta erba?
- C'è una logica, che è estremamente evasiva da ogni mio tentativo di spiegarla - i russi vogliono fare alcune cose solo comme il faut, se non è comme il faut - rimangono scontenti. Un esempio: eravamo a Venezia, abbiamo fatto a piedi tutta la piazza San Marco, come il vermicello dai primi giochi per i comiuter, abbiamo visitato Il Palazzo Ducale ed è arrivata l'ora di pranzo. Il pranzo comme il faut, in questa situazione, è in vicinanza (vicinanza in senso stretto) a San Marco con la vista sulla laguna. Il ristorante 200 metri in un vicolo addiacente - non va (siamo a Venezia!), e non importa che il menu è tradotto anche in russo (alarme! un posto per i turisti!), non importa che i camerieri sono filippini, che il vino si vende solo in bottiglie e altre cose di questo genere.
- Continuano a chiedere Chianti independente dalla regione in cui si trovano (perché hanno ricordato bene il nome, perché suona molto italiano, non come Arneis ad esempio, e perché vogliono fare la figura degli esperti).
- Se sono indigestiti e hanno qualche preoccupazione per lo stomaco alla domanda 'Che cose volete mangiare? - Ti risponderanno 'Prendo solo un po' di carne, non mi sento tanto bene oggi'.
- Rimangono stupiti che nelle stazioni ferroviarie in Italia ci sono pochi posti per sedersi (in Russia ci sono sempre le ampie sale di attesa)
- Ordineranno qualsiasi zuppa che c'è sul menu sperando di ottenere un bortsch, un sci o almeno un rassolnik (rimaranno delusi di un frullato di verdure, e si capisce - non c'è carne!)
- Pensano che la parola 'adesso' (contro qualsiasi buon senso) è legata alla città ucraina Odessa.
E l'ultimo punto ma forse il più importante, diversamente dai francesi e tedeschi i russi amano veramente l'Italia e tutto ciò che è italiano, ci lasciano il cuore e sono sempre contenti di tornare)
Viva il turisto russo!!!
martedì 20 marzo 2012
Zoo linguistico
L'italiano per me è un'autentica sorgente dell'energia comica, in fatti il dizionario della lingua italiana mi fa ridere più di qualsiasi altro libro. Oggi, per esempio, cercavo il verbo 'cucire' e in totale inconscio ho trovato questo:
cuculo
[cu-cù-lo] s.m
Bizzarro, vero? Mi sono chiesta, chi sa cosa pensano italiani quando lo pronunciano… forse per voi è una parola come altre - come pane o seddia. La mia mente russa, invece, ha subito disegnato un'immagine di un personaggio metà triste metà sfigatello, un po' come un 'povero christo' che non gli viene niente bene.
A titolo di illustrazione:
Suona il campanello, qualcuno va ad aprire la porta.
5 minuti dopo qualcuno dei famigliari chede:
- Chi era?
- Nessuno. Un cuculo che vende aspirapolveri.
Dopo di che i miei pensieri hanno di nuovo fatto una figura acrobatica: ho pensato che spesso usiamo alcune parole non nel loro significato diretto ma per descrivere le cose che a volte non sembrano minimamente legati al significato principale.
Mi spiego, cuculo in russo se dice kukushka.
Кукушка - (kukushka) si usa anche per chiamare le mamme che prendono poca cura dei propri bambini.
Индюк - (indiuk) tacchino - un uomo che si dà delle aree.
Овечка - (ovechka) piccola pecora, una poverina inocente, buona-buona, che fa tutto bene ma gli altri non la capiscono.
Козел (kaziol) caprone, осел (assiol) asino и баран (baran) montone - riferiti tutti agli uomini si usano sopratutto per indicare il livello intellettuale inferiore dell'opponente (si usa molto alla guida :)
(per le donne si usa sopratutto коза (kazà) capra)
Мышь (mish) topo - una persona avida, che non condivide le cose con gli altri.
Ворона (varòna) - una persona poco furba, che rimane sempre fregata
Заяц (zayaz) lepra - chi non paga i biglietti sul treno o pulman
Cosa ne dite? Esiste questo fenomeno anche in italiano?
domenica 1 gennaio 2012
Giovanna d'Arco a cavallo bianco

Andata allo sportello come 'Giovanna d'Arco a cavallo bianco' era il commento di mio marito per esprimere il mio stile unico di trattativa commerciale con la banca di fiducia. Ho solo da rispondere che non è così unico per i Russi. Solo l'idea che nell'universo esiste la possibilità che i due parti si mettono a discutere con tono amichevole (!), rigorosamente con sorriso (!!) delle cose che non vanno per la colpa di uno dei due (!!!) e riescono a sistemare tutto nel miglior modo possibile sempre con sorriso, rimanendo quasi amici è abbastnza inconcepibile per me. Perché?
Provo spiegarlo con gli esempi pratici.
Io: Ho scoperto che ogni bonifico che faccio mi costa un pacco di soldi.
Banca italiana: Aspetti un attimo, verifichiamo insieme il suo contratto.
Banca russa: Legga meglio il suo contratto, c'è scritto tutto.
Io: Ma esiste un contratto più conveniente per la mia situazione?
Banca italiana: Sa, le condizioni di bonifico sono negoziati singolarmente con i clienti. Adesso vediamo.
Banca russa: No, il contratto è questo. Se non le piace, può sempre andare da un'altra banca.
Una situazione per niente ipotetica. Le cose hanno comminciato a scaldarsi sempre di più, il direttore della filiale continuava a darmi del tu, mentre io risponevo con un freddo 'Lei'.
Al punto culminante stavo per dire: Come mai il mio marito paga 7 volte di meno per i suoi bonifici? non 2, non 3, non 4, non 5 - ma 7 volte di meno? C'è qualcosa che non va con me? è perché sono russa? o perché vi sembro una ciuccia?
Ma a mio marito è venuto un tic all'occhio che ho interpretato come segnale di star zitta nonostante tutta l'ingiustizia bonificale. Ci siamo salutati e in giro di 2 ore (!) la situazione è stata risolta al mio favore. Sono rimasta a bocca aperta... Non ho neanche comminciato a litigare..
La morale di questa favola è que le negoziazioni con i russi possono essere pesanti e litigiose. Ma non sempre per la loro cattiveria, molto spesso per il desiderio di chiarire le cose in modo fulminante senza badare alle conseguenze di tal approccio emotivo. Il miglior modo per un italiano di uscirne è di mostrarsi gentile, comprensivo e onesto oltre le aspettative. Questo, vi assicuro, è l'unica cosa che un russo non si aspetta. Occorre far vedere che quello che conta per l'azienda, sono i rapporti con i clienti e tutto il resto è l'affaccendamento perfettamente aggiustabile (ovviamente, se lo è :).
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